Agguato a Marano: è la risposta alla strage della Sanità

Agguato a Marano: uccisi padre e figlio all’interno di un’autofficina. Il duplice omicidio sembrerebbe legato alla strage della Sanità avvenuta nelle scorse settimane per la quale sono state arrestate quattro persone

Agguato a Marano di Napoli: uccisi all’interno di un’autofficina Giuseppe e Filippo Esposito, rispettivamente padre e figlio. Il ragazzo è morto sul colpo mentre suo padre è spirato poco dopo l’arrivo presso l’ospedale di Giugliano. Le prime ipotesi degli investigatori puntano sulla vendetta trasversale in seguito alla strage avvenuta nelle scorse settimane presso il Rione Sanità.

Nel corso di un vero e proprio agguato, infatti, furono uccisi due esponenti del clan Vastarella e furono ferite altre tre persone. Proprio nelle ultime ore è arrivata la svolta nelle indagini anche sull’ennesimo episodio di violenza dall’inizio di un 2016 veramente difficile per la città di Napoli. Sono, infatti, state arrestate quattro persone. Una di queste è Emanuele Esposito, figlio di Giuseppe Esposito e fratello di Filippo, proprio le vittime dell’agguato di Marano avvenuto lo scorso fine settimana.

A finire in carcere anche Antonio Genidoni, Addolorata Spina e Vincenza Esposito. Antonio Genidoni è il figliastro del boss Pietro Esposito ucciso nel 2015 sempre nel Rione Sanità, probabilmente a causa di contrasti con i clan Giuliano, Sibillo e Brunetti. Addolorata Spina è la madre di Genidoni, Vincenza Esposito la moglie. Secondo gli inquirenti, madre e figlio sarebbero i mandanti della strage del Rione Sanità avvenuta lo scorso 22 aprile mentre Emanuele Esposito sarebbe l’esecutore materiale dei due omicidi.

Contrasti e divergenze, probabilmente per il controllo delle piazze di spaccio del quartiere Sanità, sarebbero sorte tra il clan Vastarella e quello di Antonio Genidoni. Una faida che coinvolge direttamente anche le famiglie camorristiche dell’area nord di Napoli, alcune delle quali storicamente legate ai clan della Sanità. Si ipotizza, infatti, che i killer che hanno ucciso Giuseppe e Filippo Esposito potrebbero essere partiti proprio da Secondigliano, quartiere di Napoli al confine con il comune di Marano.

Dunque, gli equilibri criminali a Napoli sono tutt’altro che solidi ed è quello che hanno confermato gli ultimi fatti di sangue. Gli arresti delle ultime ore rappresentano, comunque, un segnale importante da parte dello Stato che cercherà in tutti i modi di fermare la nuova faida che sta insanguinando la città.

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