Arrestato Roberto Manganiello: era tra i 100 latitanti più pericolosi

Arrestato in provincia di Caserta Roberto Manganiello: il boss degli scissionisti, tra i 100 latitanti più pericolosi d’Italia, stava guardando in tv Intern-Napoli

Stava assistendo in tv alla sfida tra Inter e Napoli quando è stato sorpreso dagli agenti che lo hanno tratto in arresto. Finisce, dunque, la latitanza di Roberto Manganiello, esponente del clan degli scissionisti di Gennaro Marino, ricercato dal 2013 per due omicidi che avrebbe commesso nell’ottobre del 2004, ovvero nella fase in cui ebbe inizio la cosiddetta Faida di Scampia. Manganiello, nipote di Gennaro Marino detto McKay, è stato trovato in un appartamento di Orta di Atella, comune della provincia di Caserta.

Secondo gli agenti, dunque, Manganiello avrebbe fatto parte del commando che uccise Fulvio Montanino e Claudio Salierno, uomini di fiducia del clan Di Lauro. Fu proprio quel duplice omicidio a dare vita ad una feroce faida tra le due opposte fazioni, una guerra tra clan che sarebbe costata la vita a tante persone, alcune delle quali innocenti e totalmente estranee alle vicende criminali dei quartieri dell’area Nord di Napoli.

Il blitz della Squadra Mobile e degli agenti del commissariato di Scampia ha consentito di arrestare Manganiello, considerato tra i 100 latitanti più pericolosi. L’irruzione è scaturita grazie ad un escamotage da parte dei poliziotti i quali si sono finti dei pony express e hanno bussato alla porta dell’appartamento in cui si nascondeva il boss con la scusa di consegnare delle pizze. L’uomo, disarmato, non ha opposto resistenza all’arresto.

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