Arresti a Corleone: imprenditori dicono no alla mafia

Arresti a Corleone: imprenditori denunciano la mafia, in manette il nipote di Provenzano

12 arresti a Corleone. E’ questo il risultato dell’operazione “Grande passo 4”, conclusa anche grazie al fondamentale contributo fornito da alcuni cittadini. Parliamo di imprenditori che si sono ribellati alle estorsioni mafiose e che hanno denunciato i loro aguzzini.

Uno degli otto imprenditori coraggiosi ha raccontato che il reggente della cosca di Corleone lavorava in comune. Antonino Di Marco è il nome del boss, anch’egli figura tra gli arrestati. Secondo la testimonianza dell’imprenditore, proprio il comune era il luogo in cui il boss individuava le sue vittime.

Un omicidio era, inoltre, in procinto di essere eseguito. La vittima designata era un bracciante agricolo. Due killer, se non fossero stati fermati in tempo, lo avrebbero ammazzato per questioni di eredità. E’ finito in manette anche Carmelo Gariffo. Per lui una parentela importante nella mafia. E’, infatti, il nipote di Bernardo Provenzano, storico boss dei corleonesi scomparso nei mesi scorsi.

Gli arresti a Corleone confermano quanto ancora pericolosa sia la mafia in Sicilia. Stavolta, però, preferiamo porre l’accento sul coraggioso gesto di questi imprenditori che hanno saputo dire di no. Anche in questi casi è fondamentale fare rete. Agendo insieme queste persone hanno capito di potersi ribellare ad un potere mafioso che ancora oggi opprime l’isola.

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