Bruciata abitazione della madre di un pentito: è “Gomorra”? No, è realtà

A Ponticelli, quartiere della periferia est di Napoli, un incendio ha ferito la madre di un collaboratore di giustizia: l’episodio ricorda ciò che si vede nella scena iniziale della prima puntata di “Gomorra – La Serie”

Sembrava la scena della prima puntata della serie televisiva “Gomorra” quando, in maniera piuttosto vigliacca e crudele, un uomo dà fuoco alla casa della madre del boss rivale. A Napoli, però, è successo davvero, altro che finzione. Per vendicarsi contro il collaboratore di giustizia Raffaele Cirella, alcuni uomini hanno dato fuoco all’appartamento in cui vive un’anziana donna di 73 anni.

Solo grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco la donna è stata messa in salvo e prontamente ricoverata in ospedale. Anche se le condizioni dell’anziana non sono da sottovalutare, i medici sembrano ottimisti. In poche ore è stata accertata la dinamica dell’incendio e, grazie al rinvenimento di liquido infiammabile, è stato facile comprendere che il fatto non è avvenuto per caso ma balordi hanno appositamente dato alle fiamme l’appartamento.

Raffaele Cirella, in passato esponente importante del clan Sarno, sembra essere uno dei tanti obiettivi di una faida tra i clan De Micco e D’Amico che ormai da diverso tempo insanguina le strade della periferia orientale di Napoli. Del resto, diversi familiari dei collaboratori di giustizia saranno presto chiamati a testimoniare in un’aula di tribunale per parlare proprio di questa faida. Lo Stato ha dato a tutti l’opportunità di ottenere la protezione ma, a quanto pare, alcuni non hanno accettato. Di conseguenza, mancando alcun tipo di protezione, per la camorra è facile attaccare i familiari dei pentiti.

Del resto, solo pochi giorni fa c’era stato un chiaro avvertimento, con l’omicidio di Giovanni Sarno, fratello del collaboratore di giustizia Carmine. Ancora una volta sotto attacco, dunque, la famiglia Sarno. La camorra ha paura di quello che potrebbe venir fuori dalle udienze in tribunale e quando i clan sono intimoriti sembrano disposti a tutto pur di incutere timore nei loro avversari, anche prendersela con chi, per sua natura, ha meno possibilità di difendersi, come gli anziani.

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