Cesare Pagano degli “scissionisti” si dissocia dalla camorra

Il boss degli scissionisti Cesare Pagano, imputato per due omicidi, ammette la propria responsabilità e, in aula, decide di dissociarsi dalla camorra

Cesare Pagano, boss degli scissionisti protagonista della faida di Scampia contro l’impero del clan Di Lauro, in un’udienza della Corte d’Assise d’Appello ammette di essere il mandante dei delitti di Salvatore Dello Ioio e Carmine Amoruso. Pagano, in diretta in videoconferenza dal carcere di Ascoli, ha chiesto scuse ai familiari delle vittime e ha dichiarato di voler chiudere con la camorra.

Si tratta di una decisione senza dubbio importante ma che va presa con la dovuta cautela. Cesare Pagano, infatti, per il momento ha soltanto ammesso la sua responsabilità per i reati di cui era accusato ma non ha, in alcun modo, fatto trapelare la volontà di intraprendere una collaborazione con lo Stato.

In Italia, però, non c’è alcun codice o legge che dia la possibilità agli imputati di dissociarsi. L’unica vera opportunità è la collaborazione con lo Stato. Con la dissociazione i boss rinnegano il proprio passato, ammettono le proprie responsabilità ma non si concentrano su quelle dei propri parenti o degli altri affiliati all’organizzazione di cui facevano parte. Insomma, dal punto di vista investigativo, il loro contributo è quasi pari a zero.

Cesare Pagano è in carcere dal 2010 ed è considerato tra i capi del cartello degli scissionisti, insieme al cognato Raffaele Amato, quest’ultimo soprannominato lo spagnolo.

 

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