Cinque Arresti a Castellammare del Golfo: in manette imprenditore anti-racket

Cinque arresti a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani: manette ai polsi anche per un imprenditore che avrebbe dovuto sostenere la battaglia contro la mafia e che, invece, riceveva appoggi dai clan

A Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, sono state arrestate cinque persone. A suscitare sdegno e scalpore è stato l’arresto, in uno dei paesi chiave del potere incontrastato dell’inarrestabile boss Matteo Messina Denaro, di un imprenditore che sosteneva la battaglia anti-racket di un’associazione di Alcamo ma che, in realtà, si faceva aiutare dal clan nel settore del calcestruzzo.

Dalle indagini coordinate dalla Dda di Palermo ed eseguite dai carabinieri del comando provinciale di Trapani emerge che l’imprenditore in questione è il sessantaquattrenne Vincenzo Artale. Sembra, infatti, che, per via delle pressioni esercitate da Cosa Nostra, tutte le ditte che avevano bisogno di calcestruzzo si rivolgessero proprio ad Artale.

E’ stata posta sotto sequestro anche l’azienda SP Carburanti S.R.L. la quale, sebbene intestata a prestanome, sarebbe riconducibile alla cosca locale. Le altre persone finite agli arresti sono proprio esponenti del clan di Castellammare del Golfo. Si tratta del capomafia Mariano Saracino, di Vito Turraciano e di Vito Badalucco. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione mafiosa, danneggiamento aggravato, estorsione aggravata, fittizia intestazione aggravata, furto e frode nelle pubbliche forniture.

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