Francesco Bidognetti: quando la “monnezza” diventa oro

Francesco Bidognetti, alla fine degli anni ’80, è il primo capo del Casalesi a comprendere cosa avrebbe significato per il clan entrare nel business dei rifiuti

Francesco Bidognetti, sebbene si trovi in carcere da più di vent’anni, rappresenta ancora oggi un punto di riferimento importantissimo all’interno del clan dei Casalesi. Negli ultimi anni ha dovuto subire parecchie delusioni a livello familiari. Tutto ciò avrebbe potuto convincerlo a rimettere in discussione la sua posizione ma Cicciotto ‘e mezzanotte, come del resto il suo compagno Francesco Schiavone detto Sandokan, non ha mai pensato ad una collaborazione con la giustizia, probabilmente non è questo che gli interessa.

La parabola criminale di Francesco Bidognetti comincia, come del resto per tutto il clan dei Casalesi, negli anni ’80. La sua carriera comincia nell’ambito del controllo della prostituzione. E’ per questo motivo che si guadagna il soprannome di Cicciotto ‘e mezzanotte che ancora oggi lo accompagna. Francesco Bidognetti ha un grande fiuto per gli affari e si rende conto che, con i giusti partner, è possibile fare davvero un mucchio di soldi.

Prima di pensare ai grandi affari, però, c’è bisogno di eseguire la scalata all’interno del clan Bardellino. Dopo l’uccisione del boss che avviene in Brasile, Francesco Bidognetti e Francesco Schiavone assumono le redini del clan, cominciando una sanguinosa faida con il clan De Falco. Francesco Bidognetti incomincia a comprendere le potenzialità di un settore fino a quel momento inesplorato dalla camorra: i rifiuti, a Napoli meglio conosciuta come “monnezza“. Insieme al marito di una sua cugina, ovvero Gaetano Cerci, Francesco Bidognetti dà vita alla società Ecologia ’89. Nell’affare viene inserito anche Gaetano Vassallo, imprenditore proprietario di una discarica e disposto a conciliare i suoi interessi con quelli del clan.

A partire dagli anni Novanta la Campania comincia ad essere devastata dall’emergenza rifiuti, soprattutto nell’area a sud di Caserta e a nord di Napoli. Le imprese del Nord, d’accordo con la camorra, inviano rifiuti di ogni tipo che si uniscono a quelli prodotti dai diversi comuni del napoletano e del casertano. L’emergenza rifiuti è una manna dal cielo per il clan dei casalesi e per Francesco Bidognetti, che continua a monetizzare da questo grande affare. Nemmeno l’esperienza del carcere riesce a mettere un freno alle grandi ambizioni di Cicciotto che ritrova la libertà grazie alle dichiarazioni di uno dei suoi uomini di fiducia.

Nel 1993 la prima moglie di Francesco Bidognetti, Teresa Tamburrino, muore per via di una brutta malattia. Alcuni mesi dopo il figlio di Bidognetti, Aniello, uccide il medico Gennaro Falco, accusato di non aver curato al meglio la madre ammalata di cancro.Francesco Bidognetti comincia una storia con un’altra donna, Anna Carrino, e anche con Angela Barra. Non sposerà nessuna delle due donne ma da entrambe avrà altri figli. Nel 1993 il boss finisce, però, per l’ultima volta in galera e dal carcere, da quel momento in poi, non è più uscito.

Tante cose, però, sono cambiate nel corso degli anni per Francesco Bidognetti che dietro le sbarre ha seguito il processo al clan dei casalesi.  Angela Barra, l’amante di Bidognetti, viene arrestata nel 1995 per via di un rapimento e dopo alcuni anni comincia a collaborare con la giustizia. In realtà, le dichiarazioni della Barra, seppur importanti, non permettono di conoscere molte dinamiche interne al clan dei casalesi. Del resto, la donna non aveva mai vissuto con Francesco Bidognetti e, quindi, non poteva conoscere da vicino la camorra casalese.

Anna Carrino, invece, conosce tutto del clan dei casalesi e delle attività illecite del marito. E’ grazie a lei che il boss riesce ad inviare ordini al suo clan e a gestire l’organizzazione. La donna nel 2007 viene arrestata e comincia a collaborare con la giustizia. Molto incisive le sue dichiarazioni che permettono di ricostruire tanti anni di camorra a Casal Di Principe.

Dopo le dichiarazioni di Anna Carrino, Francesco Bidognetti e il suo clan hanno attraversato momenti molto delicati. Il boss ha visto anche il figlio Gianluca finire in carcere e anche l’affare dei rifiuti ha cominciato ad incrinarsi. A farne le spese l’imprenditore Michele Orsi, ucciso dalla sete di vendetta di Giuseppe Setola. Cicciotto deve, infine, fare i conti anche con le dichiarazioni di Domenico Bidognetti, suo cugino. Il clan, però, si vendicherà di lui con Setola che sarà tra i protagonisti dell’omicidio del padre.

Sangue, soldi, tradimenti e “monnezza” nella vita di Francesco Bidognetti, tra i più potenti boss del clan dei Casalesi e tra i responsabili, insieme a politici ed imprenditori, del disastro ambientale che prende il nome di “terra dei fuochi“, un disastro che ogni anno provoca tantissimi morti nel casertano e nel napoletano e che potrebbe compromettere per sempre il futuro di quei territori.

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