Giuseppe Greco: si pente, poi ci ripensa. Di nuovo arrestato

Giuseppe Greco è di nuovo agli arresti: diventato un collaboratore di giustizia, si era pentito della sua scelta e aveva tentato la scalata al clan, rischiando di essere ucciso

Il percorso di vita di Giuseppe Greco è ricco di sorprese e contraddizioni. per lui si sono aperte di nuovo le porte del carcere. La Squadra Mobile di Reggio Calabria lo ha arrestato, in seguito alla richiesta della Dda della città calabrese, coordinata dal procuratore Federico Cafiero de Raho. Altre tre persone sono state arrestate. Si tratta di Domenico Provenzano, uomo di fiducia di Greco, e dei fratelli Antonio e Giuseppe Falcone.

Risulta, invece, irreperibile Antonino Princi. Anch’egli è ricercato. Si spera che gli uomini della Squadra Mobile possano rintracciarlo in breve tempo. L’aspetto che maggiormente inorridisce della vicenda è che si è trattato di una resa dei conti familiare. Antonino Princi e Giuseppe Greco sono, infatti, cugini. Princi, dopo la scelta di Greco di diventare un collaboratore di giustizia, aveva tentato la scalata al clan.

La scelta di Greco di passare nuovamente dalla parte dei cattivi aveva completamente mischiato le carte. Il boss di Calanna aveva tutte le intenzioni di riprendersi ciò che, a suo modo di vedere, gli spettava di diritto. Gli inquirenti ritengono che sia stato lui ad organizzare la vendetta ai danni del cugino, avvalendosi dell’aiuto di Domenico Provenzano. Princi riuscì a sfuggire alla morte per miracolo. Sapeva bene chi lo voleva morto ma non ne fece parola con gli investigatori.

Nel frattempo, lo stesso Princi cominciò a preparare la risposta al raid del cugino. All’inizio di aprile, i fratelli Falcone, su mandato di Princi, in piena notte, hanno individuato il luogo in cui viveva Giuseppe Greco e hanno aperto il fuoco contro di lui e contro la persona che in quel momento si trovava al suo fianco, ovvero Domenico Polimeni. Quest’ultimo fu colpito a morte mentre Greco riuscì, anch’egli miracolosamente, a cavarsela.

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