Gomorra 2 riassunto terza puntata: episodi 5 e 6

Gomorra 2 riassunto terza puntata: il confronto tra il clan Savastano e gli scissionisti e l’arrivo di un nuovo clan

Dopo quanto accaduto nel primo e nel secondo episodio e dopo l’epilogo inaspettato della seconda puntata, Gomorra 2 continua a regalare emozioni anche nella terza puntata, con gli episodi 5 e 6 che lasciano intuire che i vecchi equilibri criminali a Napoli non sono più solidi. Ecco la sintesi degli episodi 5 e 6.

Don Aniello e don Giuseppe garanti della pace

Gomorra 2 riassunto terza puntata Episodio 5: Ciro vuole la pace con il clan Savastano e per tale ragione si incontra con il boss Aniello Pastore. Quest’ultimo comprende che la guerra non conviene a nessuno e conviene con Ciro che è meglio trovare un accordo. Sarà, dunque, lui a fare da mediatore tra gli scissionisti di Di Marzio e il clan Savastano. Ciro deve, però, convincere prima gli uomini del suo clan, a partire da Rosario ‘o nano. Intanto, don Aniello si incontra con don Giuseppe Avitabile (padre di Azzurra, la fidanzata di Genny). Don Aniello gli dice che ha bisogno della sua parola per fare in modo che si arrivi ad una pace tra Ciro e Genny e che sarà lui stesso ad organizzare il meeting in tutta sicurezza.

Genny e Ciro si preparano all’incontro

A Roma Genny è nell’hotel del suo futuro suocero don Giuseppe in compagnia di Azzurra. Genny si incontra con con Giuseppe. Quest’ultimo dice a Genny che deve decidere cosa vuole fare da grande perché vede in lui capacità addirittura superiori a quelle di don Pietro. Genny sostiene di aver già scelto cosa fare ma ritiene di aver bisogno di guardare negli occhi Ciro Di Marzio. Genny lo rassicura, dicendogli che non ucciderà Ciro e che il suo futuro è a Roma, insieme allo stesso don Giuseppe e a sua figlia Azzurra.

Ciro riunisce il suo clan e dà ai suoi uomini la conferma dell’incontro con Genny, incontro che avverrà a Trieste. Chanel e gli altri non sono molto d’accordo con la scelta di Ciro ma l’immortale chiede fiducia ai suoi uomini. Gabriele, colui che prima sera un fedele alleato di Conte e che poi è passato dalla parte di Ciro, non si esprime sull’argomento ma dice di voler pensare prima di parlare.

Il piano di don Pietro

Patrizia consegna a don Pietro un’arma che, a dire del boss, uccide come una pistola. Don Pietro vuole che la donna la consegni a Genny per uccidere Ciro. Per il boss il fatto che sia stato contattato Genny per l’incontro, e non lui, è un segnale di umiliazione e di mancato riconoscimento di potere giunto dal clan di Di Marzio.

Genny e i suoi vecchi amici

A Roma Genny festeggia in un locale il suo compleanno. Partecipano anche tre suoi amici di Napoli, coloro che gli son sempre rimasti fedeli e che sono scampati quasi per miracolo alla morte. I tre, O’ Cardillo, Cap ‘e bomba e O’ Trak, si incontrano con Genny e si abbracciano. Fuori dal locale c’è Patrizia che aspetta Genny. La donna consegna l’arma al figlio del boss e, confermando il suo ruolo di ambasciatrice di don Pietro, le consegna il messaggio di suo padre. Don Pietro non vuole essere deluso da suo figlio e spera che Genny uccida Ciro.

Ad insaputa di Genny, nei bagni del locale, O’ Trak rapina un uomo, rubandogli l’orologio. Genny e i tre si allontanano dalla festa. Ad un certo punto Genny riceve una chiamata da Azzurra che le rivela l’increscioso accaduto. Genny vuole sapere chi dei tre sia stato ad aggredire e rapinare l’uomo. O’ Trak ammette subito le sue colpe ma Genny va su tutte le furie e lo picchia. Gennaro non accetta che quell’uomo sia andato a rubare a casa sua.

Gabriele: l’uomo d’affari senza padrone

Il giorno dopo Genny parla con Azzurra e le dice che in serata partirà. Ad Ostia, intanto, avviene un incontro tra Gabriele e Genny. I due parlano di affari, Gabriele dice che è un uomo d’affari e che, dunque, è pronto a valutare qualunque proposta. Intanto, Ciro rassicura sua figlia Mariarita in merito alla sua partenza e le dice che tornerà presto a casa. Azzurra scopre l’arma che suo padre gli ha consegnato per uccidere Ciro. La donna ammette che avrebbe potuto consegnarla a suo padre ma dice al suo uomo che è lui che deve sapere cosa è giusto fare.

Genny e Ciro: epilogo del primo incontro

Ciro e Genny partono in direzione Trieste. A Ciro vengono consegnate le chiavi della stanza 621, al sesto piano. Genny riceve una telefonata da un uomo che gli dice che Ciro è arrivato e si è sistemato nella stanza 621 in un albergo che dista un km dall’hotel che ospiterà il figlio di don Pietro. Genny giunge a Trieste e si sistema nel suo albergo. Ciro decide di scendere per prendere una boccata d’aria, la tensione è altissima. Genny approfitta del momento per entrare nella stanza di Ciro, aspettando che il suo nemico rientri. Al ritorno in camera Ciro viene sorpreso alle spalle da Genny che gli punta l’arma. Emergono i vecchi rancori, Genny non accetta che Ciro abbia ucciso sua madre. Ciro gli dice che con le sue mani è stato capace di uccidere anche sua moglie Deborah e che, dunque, sarebbe stato pronto a tutto pur di arrivare in cima. Genny lo fa inginocchiare ma non gli spara e, addirittura, gli consegna l’arma dicendogli di ricordarsi, in futuro, di quel giorno in cui il suo vecchio amico avrebbe potuto ammazzarlo ma non lo ha fatto.

Secondo incontro: un accordo che soddisfa entrambi

Genny e Ciro si incontrano di nuovo il giorno successivo, in presenza di don Aniello Pastore. I due giungono ad un accordo: Ciro e gli scissionisti acquisteranno la droga da Genny. La seconda condizione che chiede Ciro per fermare la guerra è che don Pietro ed i suoi uomini rimangano chiusi all’interno del loro rione. Per Genny non ci sono problemi in quanto egli pare poco interessato a ciò che accade a Napoli.

La delusione di don Pietro e un nuovo Savastano in arrivo

Malammore, uomo di fiducia di don Pietro, viene minacciato da alcuni uomini che gli dicono che nel loro rione potrà fare tutto ciò che vuole ma che non dovranno fuoriuscire da quella zona. Don Pietro viene a sapere dell’esito dell’incontro tra Ciro e Genny e va su tutte le furie. Intanto, al suo ritorno a Roma, Azzurra dice a Genny che c’è un regalo per lui: la donna aspetta un bambino. Ciro torna a casa e abbraccia sua figlia che dorme.

 

Se non fosse mio figlio…

Gomorra 2 riassunto terza puntata Episodio 6: Don Pietro esce dal bunker con Patrizia perché vuole raggiungere Genny a Roma. Il boss vuole sapere perché Ciro è ancora vivo e confessa alla donna che Genny si è salvato da una morte certa solo perché è suo figlio.

Genny chiede fiducia a suo padre

I due si incontrano in un negozio di bomboniere. Don Pietro racconta la sua storia d’amore con donna Imma la quale, secondo i medici, non poteva avere figli. Don Pietro volle ugualmente restarle al fianco e la sua scelta fu ripagata visto che poi è arrivato il miracolo con la nascita di Genny. Don Pietro, dunque, sperava che il suo unico figlio eseguisse il suo ordine, ovvero ammazzare Ciro. Genny risponde che se avesse voluto lo avrebbe ammazzato. Gennaro gli dice che anche lui sta per diventare padre e che, dunque, deve trovare la sua strada. Il ragazzo spera che, almeno per una volta nella vita, suo padre gli dia fiducia.

Cap e’ bomba, o’ Trak e Cardillo: i Girati che rischiano di far saltare la pace

Rosario ‘o Nano affida, intanto, ad alcuni ragazzini l’incarico di sorvegliare il Rione dei Fiori e il Rione Berlingieri, i quartieri in cui vivono i Savastano. Cap e’ bomba e o’ Trak entrano in una sala scommesse armati e portano via l’incasso. Rosario rivela l’accaduto a Ciro il quale comprende che l’accordo, in questo modo, rischia di saltare visto che quei ragazzi appartengono al clan Savastano e che, secondo quanto previsto dal patto, tutti i ragazzi del clan rivale avrebbero dovuto restare nel loro quartiere. Ciro dice che è una questione che riguarda i Savastano e saranno loro a dover gestire la vicenda.

Don Pietro vuole che Patrizia dica a Malammore che l’accordo fatto da Genny va rispettato e che deve essere lo stesso Malammore a tenere a bada i ragazzi del vicolo. Malammore picchia selvaggiamente Cap ‘e bomba e o’ Trak e dice loro che il patto va rispettato.

Ciro chiede ai girati di passare dalla sua parte

Cardillo si incontra con Ciro e Rosario ‘o Nano. Il ragazzo viene avvertito dagli scissionisti del folle gesto compiuto dai due suoi amici i quali sono usciti dalla loro zona senza chiedere il permesso. Ciro fa una proposta a Cardillo chiedendogli di passare, insieme ai suoi due compagni, dalla sua parte. Il ragazzo dice di essere legato ai Savastano ma, dopo essersi incontrato con Ciro, si riunisce con Cap ‘e bomba e o’ Trak. Questi ultimi vogliono passare dalla parte di Ciro, Cardillo no e preferisce andar via.

Nasce un nuovo clan?

O’ Trak e Cap e’ bomba prospettano la possibilità di formare un nuovo clan, insieme ad altri giovani ragazzi. Il primo obiettivo è colpire Malammore e scacciarlo dal suo rione per prendere il suo posto. I due organizzano una sorta di occupazione del rione per far spaventare tutti e costringerli ad abbandonare il quartiere. I ragazzi organizzano l’operazione di sera, fanno razzia di tutte le armi presenti nel feudo di Malammore e costringono tutti gli abitanti del vicinato ad andare via. O’ Trak fa saltare in aria la casa di Malammore, sotto lo sguardo di O’ Cardillo che non ha voluto prendere parte all’operazione.

Ciro si incontra con i suoi alleati e conferma il fatto che l’uscita dai radar dei ragazzi del vicolo è un problema dei Savastano. Patrizia parla con don Pietro e le rivela le perplessità di suo zio Malammore il quale crede che dietro l’azione di quei ragazzini ci sia Di Marzio. Don Pietro dice che il problema non è Ciro e che Malammore dovrà essere pronto a rispondere ai cosiddetti girati i quali stanno rischiando di far saltare il patto fatto da suo figlio Genny.

Genny si piega alla volontà dei Girati

Si apre uno scontro a fuoco tra la banda di O’ Trak e Malammore. I due riescono a cavarsela e vanno via. Con la complicità di un bambino, O’ Trak uccide un uomo. Gabriele e Genny si incontrano e, parlando di affari, dicono che tutto ciò che sta accadendo a Napoli potrebbe compromettere il business. Genny si convince della necessità di ritornare a Napoli per incontrare, insieme a Malammore e a un altro uomo dei Savastano, Cardillo, O’ Trak e Cap ‘e bomba. Genny parla con Cardillo e gli dice che lui e i suoi compagni non devono farsi manovrare da Ciro perché Di Marzio vuole che scoppi una guerra interna al clan Savastano. Genny chiede ai tre di tornare con lui alle stesse condizioni di prima. Egli si impegnerà a fare in modo che quanto accaduto in questi giorni finisca nel dimenticatoio. O’ Trak non è d’accordo, impugna la pistola e spara a Malammore e all’altro uomo dei Savastano. Minaccia anche Genny e gli dice che da quel momento in poi chi è con i Savastano è da considerare un nemico. Genny è costretto ad indietreggiare, i tre vogliono che Gennaro dica a suo padre che “da oggi il vicolo ha smesso di fare la fame”. Malammore è ferito mentre l’altro uomo, Angioletto, è morto.

Un’altra delusione per don Pietro

Patrizia porta l’ambasciata a don Pietro e rivela al boss che Gennaro ha accettato che i ragazzi gestiscano sia il loro rione che il quartiere Berlingieri. Don Pietro è ormai stufo del comportamento di suo figlio e dice che la parola di Genny per lui non vale più nulla.

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