Gomorra 3: recensione 3×03 e 3×04

Gomorra 3: il ritorno di Ciro e la caduta di Genny: ora cosa accadrà?

E adesso cosa accadrà? Diversi telespettatori si saranno posti questa domanda dopo il quarto episodio di Gomorra 3. Sì, perché probabilmente siamo rimasti un po’ tutti meravigliati dall’esito di questa puntata. Ma procediamo per ordine. Cominciamo dal terzo episodio, tutto basato sulla figura di Ciro Di Marzio.

Il destino dell’Immortale

Dopo aver vendicato sua figlia, Ciro si tira fuori dai giochi. Ad un anno di distanza dai fatti raccontati nella prima puntata, lo ritroviamo a Sofia, in Bulgaria. Ciro sembra essere tornato ai vecchi tempi, almeno in parte. Lavora, infatti, per un boss locale, un po’ come faceva ai tempi di don Pietro Savastano e Salvatore Conte. Il Ciro della prima stagione era un personaggio ambizioso, voglioso di scalare le gerarchie e di salire al vertice della camorra. Un ragazzo che vuole diventare il numero uno. Nella seconda stagione il suo sogno prima diventa realtà ma poco a poco si sgretola e finisce per perdere tutte le persone a lui più care. Eppure, Ciro non riesce a stare lontano dalla criminalità.

Stavolta, però, il suo atteggiamento è quello di un ragazzo indifferente agli eventi, incurante del proprio aspetto ma, nonostante ciò, con gli occhi sempre bene aperti, specie quando fiuta il pericolo. Enzo Sangueblu, erede di una storica famiglia di camorra, gli offre la possibilità di tornare a Napoli. Ciro ci pensa, sembra inizialmente rifiutare ma, dopo aver ucciso il boss di Sofia e suo figlio, non gli resta altro che preparare le valigie. Il viaggio di ritorno verso Napoli ci regala, almeno fino all’ingresso nel confine albanese, uno sprazzo di umanità. Ciro accompagna a casa la giovane ragazza assoldata dal clan di Sofia per fare la prostituta. Ma Ciro non è cambiato. E se torna a Napoli vuol dire che è pronto a ritornare in gioco. Perché, forse, è questo il suo destino. Per l’immortale non c’è alternativa…

Il ritorno di Chanel, il doppio gioco di Patrizia e la morte di Gegè

Il quarto episodio coincide con un altro prestigioso ritorno: quello di Chanel. Donna Annalisa ha tutte le intenzioni di riprendersi ciò che le è stato tolto ma, almeno per il momento, deve accettare la proposta di Genny (gestione libera della piazza di spaccio, in cambio di una percentuale del 30% sugli introiti). Sullo sfondo l’ancora enigmatico comportamento di Patrizia. L’ex compagna di don Pietro entra in un doppio gioco che potrebbe rivelarsi molto pericoloso per la sua stessa incolumità. E poi c’è Gegè. Ci saremmo aspettati un ruolo più importante per l’uomo di fiducia di Genny. Fiducia che, però, il ragazzo ha tradito, messo sotto pressione da Giuseppe Avitabile. E il tradimento, in terra di camorra, non può essere accettato ma va punito con la morte.

Ed è a questo punto che arriva la sorpresa. Probabilmente ci saremmo tutti aspettati la morte di Avitabile ma il suocero di Genny è molto più cattivo di quanto fino ad ora aveva fatto vedere. La figlia Azzurra era stata molto chiara col marito in tal senso. Genny viene umiliato, come mai fino ad ora era successo, spodestato, privato persino dei suoi più cari affetti. Avitabile lo lascia in vita a patto che egli non si muova da Secondigliano e che dimentichi di avere una moglie ed un figlio. Roma non è più la sua casa ma dovrà ripartire da Napoli. Probabilmente di nuovo al fianco del suo miglior nemico, Ciro Di Marzio.

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