Ecco come la camorra gestisce il business del cocco

La camorra ed il cocco: l’affare estivo dei clan campani

Molti camorristi approfittano del periodo estivo per andare in vacanza e, qualche volta, i latitanti vengono anche beccati. Gli affari del sistema, però, non si fermano mai, a maggior ragione nel periodo estivo. La camorra, già da tempo, guadagna considerevoli cifre sulla vendita del cocco.

A rivelarlo un’inchiesta del quotidiano Il Messaggero. Il business avviene, come di consueto, sulle spiagge italiane. Per i giudici sembra difficile porre rimedio a questa situazione. I clan, d’altra parte, sono preparati ad ogni evenienza. Prima dell’inizio della stagione estiva le organizzazioni si mettono alla ricerca di nuove persone da sfruttare per la vendita del cocco. Condicio sine qua non la fedina penale pulita.

Uno dei ragazzi che si occupa della vendita del cocco è stato intervistato ed ha rivelato che ogni giorno bisogna portare al capo la cifra di 250 euro. Per i ragazzi si riesce ad arrivare, a fine mese, ad un guadagno di circa 2500 euro. Per i clan sono affari importanti, considerando che il lavoro viene svolto a nero e, quindi, sfugge completamente al Fisco.

Secondo gli inquirenti, ogni gruppo attivo in questo settore riesce ad incassare circa un milione di euro al termine dell’estate. Si tratta di soldi che finiscono nelle tasche del boss o nella cassa del clan, soldi che possono, poi, essere reinvestiti in altre attività.

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