La camorra tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento

Ecco i cambiamenti che riguardarono Napoli e la camorra tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del nuovo secolo

Il grande boss che prese le redini della camorra dopo Salvatore De Crescenzo fu Ciccio Cappuccio. Sul finire dell’Ottocento, però, erano già in atto alcuni cambiamenti destinati a dare alla camorra un volto completamente diverso. Ciccio Cappuccio nel 1892 morì per un infarto ma al suo posto non fu designato un capo. La camorra stava incominciando a frammentarsi e a perdere la struttura piramidale della Bella Società Riformata per frammentarsi in tante piccole paranze rappresentative di determinati territori della città.

A Napoli, però, i problemi sociali erano davvero molti e difficili da risolvere. Nel 1884 era scoppiata ancora una volta un’epidemia di colera che aveva causato circa 15.000 vittime. L’ennesima emergenza nella quale era piombata la città partenopea aveva convinto il governo a stanziare fondi per ripulire Napoli e renderla maggiormente vivibile, soprattutto dal punto di vista delle condizioni igieniche. La camorra tentò di gettarsi su appalti e lavori, finendo per suscitare l’ira dei socialisti e del giornale “La Propaganda” che a più riprese attaccò deputati e altri esponenti politici ritenuti in odore di camorra.

A Napoli furono inviati dal Parlamento cinque commissari per indagare sugli scandali della politica e sulle infiltrazioni camorristiche nelle istituzioni partenopee. Le indagini, condotte soprattutto dall’ex commissario regio di Napoli Giuseppe Saredo, si protrassero per circa dieci mesi e portarono alla scoperta di un male che ancora oggi affligge l’Italia: la corruzione. La camorra aveva alterato le elezioni con la complicità di politici senza scrupoli e disonesti. Furono poste sotto la lente d’ingrandimento assunzioni pubbliche, appalti e relazione tra enti ed aziende. Furono provati i rapporti con la camorra dell’ex sindaco di Napoli Celestino Summonte ma sotto accusa finì il giornale “Il Mattino” nonché il giornalista Eduardo Scarfoglio.  Dì lì a poco sarebbero giunti nuovamente tempi duri per la camorra, in seguito al delitto dei coniugi Cuocolo.

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