Mafia siciliana: le origini di Cosa Nostra

Le origini della mafia siciliana risalgono alla seconda metà dell’Ottocento. E’ allora che a Palermo e in Italia si comincia a parlare per la prima volta di mafia

La camorra napoletana come organizzazione criminale si è sviluppata nell’Ottocento ma i primi sintomi di bande criminali pronte a dominare Napoli si erano avuti già ai tempi della dominazione spagnola. Anche la mafia siciliana è nata nell’Ottocento, nel periodo in cui la Sicilia è stata annessa al nuovo stato unitario in seguito alle imprese di Garibaldi. E’ in quegli anni che si sente parlare per la prima volta di mafia.

A Palermo nell’Ottocento c’era stata una grande crescita dell’industria agrumaria. I limoneti venivano spesso attaccati dai vandali e fu per questo motivo che i mafiosi si proposero quali protettori dei proprietari terrieri che coltivavano i limoni. Una protezione che non è molto diversa dall’attività illecita che oggi prende il nome di racket o estorsione.

Le prime vicende di mafia si svolgono nell’area intorno a Palermo, una zona molto ricca di risorse. Uno dei primi uomini ad avere a che fare con la mafia siciliana fu il dottor Gaspare Galati. Il chirurgo era proprietario del Fondo Riella e subiva ripetute minacce ed intimidazioni da parte di alcuni uomini. Fu proprio il dottor Galati a parlare di Antonino Giammona, ritenuto uno dei primi boss della mafia siciliana che operava nei pressi del villaggio dell’Uditore. La mafia di quest’area si occupava di estorsioni ai proprietari terrieri, cercando, poco alla volta, di arrivare a controllare a tutti i livelli il ricco settore dei limoneti.

La battaglia legale del dottor Galati ebbe poco successo, a causa di poliziotti e magistrati sospettati di essere complici della mafia siciliana. Il chirurgo, però, inviò un memorandum a Roma, presso gli uffici del Ministro dell’Interno, all’interno del quale spiegava cosa stava accadendo nella zona dell’Uditore, con uomini violenti pronti ad accaparrarsi il business e i proventi dell’industria agrumaria. In seguito al memorandum, a Palermo partirà un’inchiesta che farà poca strada. La mafia è forte e può già contare sull’appoggio di politici e di funzionari corrotti, una storia che negli anni si ripeterà spesso.

La complicità e la disattenzione dello Stato, già a partire da quegli anni, fanno sì che la mafia cominci a crescere e a prosperare. Non solo estorsioni, la mafia siciliana è violenza, omicidi, guerra tra cosche rivali e regole interne severissime. Già in quegli anni, infatti, è possibile trovare traccia dei riti di affiliazione mafiosa.

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