Malati terminali uccisi per favorire la mafia

Il barelliere giustiziere uccideva i malati terminali per favorire le agenzie di pompe funebri in odore di mafia

Un barelliere di 42 anni è stato arrestato a Paternò, in provincia di Catania. Le accuse nei suoi confronti sono gravissime. L’uomo avrebbe ucciso alcuni malati terminali, nel trasporto dall’ospedale alle rispettive abitazioni. Ma per quale motivo il barelliere si sarebbe spinto fino a questo punto? Per favorire le agenzie di pompe funebri controllate dalla mafia.

Come hanno fatto gli inquirenti a scoprire il macabro traffico? L’aiuto fondamentale sarebbe pervenuto da un pentito che, già nei mesi scorsi, aveva raccontato i fatti alla trasmissione Le Iene. L’uomo avrebbe confermato le sue parole anche dinnanzi agli investigatori.

Il barelliere è accusato di omicidio volontario aggravato dall’aver favorito la mafia. Gli omicidi sarebbero avvenuti attraverso un’iniezione di aria in vena che avrebbe, poi, scatenato un’embolia gassosa.

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