Ndrangheta a Lamezia Terme: sequestrati beni per 500.000.000 di euro

Ndrangheta a Lamezia Terme: sequestrati centri commerciali e altre società per un valore di circa 500 milioni di euro

Blitz della Guardia di Finanza di Catanzaro nei confronti della ndrangheta a Lamezia Terme. Le fiamme gialle, nel corso dell’operazione “Nettuno” hanno posto sotto sequestro ben 92 beni immobili ma anche autovetture, quote societarie e complessi aziendali. Principale vittima del blitz il gruppo Perri che ha subito il sequestro del centro commerciale “Due Mari” in provincia di Catanzaro, nonché altri ipermercati nel territorio di Lamezia Terme.

A capo del gruppo Perri ci sarebbe Francesco Perri, ritenuto dagli inquirenti non solo uno dei più importanti imprenditori della provincia di Catanzaro ma anche un colluso con la cosca Iannazzo e con il capo del clan Vincenzo Iannazzo. Secondo le indagini, dunque, la ndrangheta avrebbe assunto un potere molto forte nella gestione della grande distribuzione alimentare.

Sembra che il rapporto tra l’imprenditore e la ndrangheta fosse favorevole ad entrambe le parti. Diversi i vantaggi, in termini di sicurezza ma non solo, di cui l’imprenditore poteva usufruire grazie all’appoggio dell cosche. Dall’altra parte, invece, pare che il centro commerciali sia stato realizzato proprio col contributo di imprese considerate vicine al clan.

Un risultato investigativo così importante, preceduto da alcune operazioni effettuate negli anni scorsi, una delle quali aveva portato all’arresto proprio del boss Vincenzo Iannazzo, è stato ottenuto grazie anche alla collaborazione di alcuni pentiti e alle denunce effettuati da imprenditori coraggiosi che erano ormai stanchi di subire continue estorsioni ed intimidazioni da parte delle organizzazioni criminali.

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