Ndrangheta a Rende: arrestati cinque politici

Ndrangheta a Rende: cinque politici sono stati arrestati in provincia di Cosenza. In manette anche cinque esponenti della cosca Lanzino-Ruà

Ndrangheta a Rende: importante operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dai carabinieri di Cosenza. Sono state, infatti, arrestate dieci persone, metà delle quali esponenti politici. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, si era creata una mutua collaborazione tra politici ed esponenti della cosca Lanzino-Ruà.

Sono finiti agli arresti domiciliari, con accuse a vario titolo di concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio e corruzione, Sandro Principe, esponente del Partito Democratico, ex sindaco di Rende e che ha ricoperto anche le cariche di sottosegretario al Lavoro, assessore e consigliere regionale. In manette sono finiti pure Rosario Mirabelli, ex consigliere regionale,  Umberto Bernaudo, anch’egli ex sindaco di Rende, l’ex consigliere comunale Giuseppe Gagliardi e l’ex consigliere provinciale Pietro Ruffolo.

Il provvedimento cautelare è scattato, inoltre, per Marco Paolo Lento il quale avrebbe svolto il ruolo di intermediario tra politica e ndrangheta, nonché per altri quattro uomini del clan Lanzino-Ruà che già si trovano in carcere, ovvero Michele Di Puppo, Francesco Patitucci, Umberto Di Puppo e Adolfo D’Ambrosio.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, per ben quindici anni, dal 1999 al 2014, i politici in questione avrebbero contato, in varie tornate elettorali, sull’appoggio delle cosche nell’ottenimento di voti. In cambio, il clan Lanzino-Ruà avrebbe gestito alcuni locali e servizi comunali. Il clan avrebbe, inoltre, dato vita ad una cooperativa e lo avrebbe fatto appositamente per la promessa, da parte degli esponenti politici, di assegnazione alla stessa di fondi pubblici.

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