Nuova Camorra Organizzata: il clan di Raffaele Cutolo

La Nuova Camorra Organizzata nasce ufficialmente nel 1970: ecco come Cutolo imposta il suo clan

Durante gli anni della detenzione, quelli che vanno dall’arresto del 1963 alla scarcerazione del 1970 per decorrenza dei termini, Raffaele Cutolo comincia a costruire all’interno del carcere di Poggioreale tutta una serie di alleanze che gli tornerà, poi, utile in futuro. Le sue profonde conoscenze sulla storia della Bella Società Riformata e della Confraternita della Guarduna gli serviranno per creare un nuovo clan. E’ il 1970, precisamente il 24 ottobre, (giorno di San Raffaele, tra l’altro) che nasce la Nuova Camorra Organizzata.

Sono diversi i motivi che spingono Raffaele Cutolo a creare il clan. Egli vuole offrire un futuro diverso e, a suo parere, migliore a tanti emarginati e disoccupati della Campania. Il professore di Ottaviano mira, inoltre, ad inculcare alle nuove leve i temi dell’orgoglio verso l’appartenenza ad una comunità. Gli affiliati alla NCO (sigla che sta, appunto, per Nuova Camorra Organizzata) devono sapere che sarà loro garantito uno stipendio mensile e che in caso di arresti l’organizzazione offrirà alle loro famiglie aiuti economici e a loro stessi assistenza legale.

Quando un nuovo affiliato decide di entrare a far parte della NCO, è necessario recitare delle formule dove si parla di omertà, coraggio e onore, tutte formule che risalgono ai tempi della Bella Società Riformata. Tali formule sono finalizzate a fare in modo che l’affiliato giuri di impegnarsi e di unirsi per sempre al clan.

Cutolo fonda il suo clan anche per un altro motivo: il boss di Ottaviano non è per nulla d’accordo con il fatto che la camorra sia alle dipendenze della mafia per quanto riguarda gli affari del contrabbando e della droga. Il suo obiettivo è di rompere questo legame e di offrire alla camorra campana la possibilità di trattare alla pari con le altre organizzazioni criminali.

La Nuova Camorra Organizzata vanta un’impostazione verticale. Al vertice del clan c’è Raffaele Cutolo. La sua figura è denominata “Vangelo”. Anche la Bella Società Riformata prevedeva che ci fosse un solo uomo a capo dell’organizzazione. La differenza più importante, però, sta nel fatto che nella camorra ottocentesca il capo veniva scelto dagli affiliati, nella NCO, invece, è Cutolo stesso, fondatore dell’organizzazione, a rappresentare la figura più importante del clan.

Cutolo, dunque, è il capo. Alle sue spalle c’è la sorella, Rosetta Cutolo. Ella si occupa del clan dal punto di vista finanziario, suo fratello le affida il ruolo di “cassiera”. Scendendo nella scala si trovano i santisti, gli sgarristi, i picciotti e le batterie. I santisti sono gli uomini di fiducia di Cutolo, tra essi rientrano senz’altro Pasquale Barra, Corrado Iacolare e Vincenzo Casillo.

Gli anni ’70 si rivelano decisivi per il clan. Cutolo nel 1977 viene trasferito al manicomio giudiziario di Aversa perché ritenuto infermo di mente. Evade dal manicomio nel 1978. La sua latitanza durerà 14 mesi ma quel periodo gli basterà per creare forti legami con esponenti della ‘Ndrangheta e della malavita milanese nonché con politici ed imprenditori. In carcere conosce, inoltre, anche delinquenti pugliesi i quali, con l’aiuto di Cutolo, fonderanno un nuovo clan anche nel Salento.

La camorra di Cutolo si stava ormai affermando in maniera pericolosa e attorno al boss di Ottaviano già cominciavano ad emergere miti e leggende. La Nuova Camorra Organizzata era pronta per fare il salto di qualità ma si sarebbe ben presto trovata a fare i conti con le altre organizzazioni criminali napoletane, quelle che erano emerse negli anni del dopoguerra e che da tempo si occupavano, con la mafia, di contrabbando. E’ il prologo alla nascita del clan della Nuova Famiglia e di una guerra tra due opposte fazioni che insanguinerà Napoli e la Campania per tantissimi anni.

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