Prima guerra di mafia: la storia di Cosa Nostra entra nel vivo

La prima guerra di mafia: Cosa Nostra alza il tiro

La prima guerra di mafia indica un periodo caratterizzato da diverse stragi mafiose da parte di cosche contrapposte che nei primi anni ’60 hanno insanguinato Palermo e i comuni limitrofi. Il conflitto vide schierati da una parte Salvatore Greco detto Cicchiteddu. Era il figlio di Giuseppe Greco. Suo padre era stato assassinato da Piddu Il Tenente nel corso della guerra tra i Greco di Ciaculli e quelli di Croceverde-Giardini. Cicchiteddu doveva vedersela con Angelo La Barbera, l’uomo che dominava il centro del capoluogo insieme a suo fratello Salvatore. I fratelli La Barbera, rispetto a Salvatore Greco, non provenivano da una famiglia mafiosa. Erano dei semplici delinquenti che poco alla volta, grazie anche agli appoggi politici, si erano fatti strada. Potevano vantare un buon rapporto col politico della Dc Salvo Lima ed erano stati tra i protagonisti del sacco di Palermo.

L’inizio della guerra

La goccia che fece traboccare il vaso e che diede vita alla prima guerra di mafia fu un episodio molto particolare legato al traffico di eroina. All’inizio del 1962, infatti, i fratelli La Barbera e i Greco avevano deciso di investire in una partita di eroina che sarebbe dovuta giungere dall’Egitto. La droga arrivò in Sicilia e al mafioso Calcedonio Di Pisa fu affidato il compito di controllare che tutto fosse a posto e che la merce partisse senza intoppi per gli Stati Uniti D’America. Le cose si complicarono quando i boss di Brooklyn fecero sapere che era arrivata solo una parte del quantitativo di eroina pattuito. I sospetti della mafia caddero prima sul cameriere della nave che aveva consegnato l’eroina e poi sullo stesso Di Pisa. La Commissione tenne una riunione in cui fu deciso che Di Pisa non aveva colpe e che, dunque, non bisognava prendere ulteriori provvedimenti nei suoi riguardi.

Omicidi da una parte e dall’altra

La decisione, però, non soddisfece tutti, in particolare i fratelli La Barbera. Il giorno di Santo Stefano del 1962 a Camporeale, ad ovest di Palermo, fu ritrovato il corpo senza vita di Calcedonio Di Pisa. Fu questo l’episodio che diede vita alla mattanza, fu lui la prima vittima della prima guerra di mafia. Nei primi mesi del 1963 scomparve Salvatore La Barbera. Il suo corpo non fu rinvenuto ma fu scoperta la sua auto incendiata. Si persero le tracce anche del fratello Angelo il quale, però, organizzò a Roma una conferenza stampa per far sapere a tutti di essere vivo e per cercare di distogliere l’attenzione dei rivali dai suoi confronti. In realtà, La Barbera voleva vendicare la morte del fratello e così fece distruggere, con un incendio, la casa di Salvatore Greco Cicchiteddu. La risposta di Greco non esitò ad arrivare. Nell’aprile del 1963 il pescivendolo della Pescheria Impero e un altro uomo furono uccisi da due killer. Il pescivendolo era ritenuto vicino a La Barbera. Il 26 aprile toccò a Cesare Manzella, avversario di La Barbera. Una bomba collocata all’interno di una Giulietta lo uccise.

Il tentato omicidio La Barbera e l’arresto del boss

Angelo La Barbera era, comunque, in grosse difficoltà e non poteva contare su molti alleati. Lo testimonia chiaramente il fatto che la prima guerra di mafia arrivò addirittura a Milano, città ritenuta estranea alle vicende mafiose. La Barbera nel capoluogo lombardo scampò miracolosamente all’attentato ma, dopo essere stato condotto in ospedale, fu arrestato.

La fine della prima guerra di mafia

L’epilogo finale della prima guerra di mafia si avrà, però, circa un mese più tardi. La strage di Ciaculli fu un altro di quegli eventi destinato a segnare la svolta nella storia di Cosa Nostra e, per certi versi, nell’attenzione e nell’interesse da parte dello Stato nei confronti della mafia.

La prima guerra di mafia cambiò anche gli equilibri in seno alle varie cosche mafiose e vedremo che un ruolo sempre più importante verrà assunto da Tommaso Buscetta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *