Processo di Caltanisetta, strage di Capaci: in 4 condannati all’ergastolo

Processo di Caltanisetta per la strage di Capaci: quattro condanne all’ergastolo e un’assoluzione

Il processo di Caltanisetta, giunto al secondo grado di giudizio, ha decretato la condanna di quattro dei cinque imputati. Il processo era nato in seguito alle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza. L’ex boss di Brancaccio, passato dalla parte dello Stato, aveva rivelato nuovi dettagli in merito ai responsabili della strage di Capaci. Il processo, non a caso, viene chiamato “Capaci bis”. La Corte ha accolto parzialmente le richieste dei pubblici ministeri Luciani, Paci e Dodero. In aula erano presenti sia i pm che il neo procuratore capo di Caltanisetta Amedeo Bertone.

La Corte d’Assise d’Appello ha condannato all’ergastolo i boss Salvo Madonia, Giorgio Pizzo, Lorenzo Tirinnello e Cosimo Lo Nigro. I quattro sono accusati di aver svolto un ruolo importante nella strage di Capaci. Essi avrebbero fornito supporto sia nell’organizzazione dell’attentato, sia nel reperimento del materiale esplosivo. La strage, lo ricordiamo, costò la vita al giudice Giovanni Falcone e a sua moglie Francesca Morvillo. Nell’attentato persero la vita anche gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

E’ stato, invece, assolto dalle accuse contestategli Vittorio Tutino. I condannati, per 18 mesi, saranno costretti all’isolamento diurno. Dovranno, inoltre, risarcire i familiari delle vittime, le associazioni e gli enti che si sono costituiti parte civile. L’accusa ritiene che Madonia sia stato tra i mandanti della strage mentre gli altri tre imputati avrebbero partecipato all’esecuzione materiale dell’attentato. Collegati in videoconferenza Tirinnello, Pizzo e Tutino. Non hanno assistito alla lettura della sentenza Madonia e Lo Nigro.

Le indagini, molto probabilmente, andranno avanti. Già al termine della requisitoria, infatti, il procuratore aggiunto di Caltanisetta aveva dichiarato che, in tempi non troppo lunghi, potrebbe cominciare un nuovo procedimento penale ai danni di Matteo Messina Denaro. Il sospetto è che anche il super latitante, numero uno di Cosa Nostra, abbia svolto un ruolo importante nelle stragi di Capaci e via d’Amelio.

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