Processo Mafia Capitale: seduta sospesa, ecco il motivo

Processo Mafia Capitale: nell’aula bunker di Rebibbia si accendono gli animi e il giudice è costretto a sospendere la seduta

Processo Mafia Capitale: animi surriscaldati nell’aula bunker di Rebibbia e il giudice della decima sezione penale Rosaria Ianniello sospende la seduta. Protagonista assoluto della vicenda il legale di Massimo Carminati, l’avvocato Giosuè Bruno Naso.

Ieri era in corso il controesame da parte del capitano dei Ros Giorgio Mazzioli. L’avvocato di Carminati, oltre ad aver ancora una volta riservato dubbi sull’impianto accusatorio della procura, si è scagliato contro il teste. Infatti, il capitano Mazzioli ha ricostruito le fasi che hanno decretato l’inizio delle indagini, scaturite in seguito ad un’informativa partita dal nucleo investigativo dei Carabinieri la quale avvertiva, già nel 2010, della presunta presenza di un’organizzazione criminale con collegamenti ai movimenti eversivi di destra.

Mazzioli ha rivelato che nel corso delle indagini non furono individuati elementi che consentivano di provare le finalità terroristiche del sodalizio criminale ma, a partire dall’estate del 2011, dopo un’informativa anonima, le indagini si concentrarono sulle presunte attività di riciclaggio e di usura da parte dell’organizzazione criminale.

Nel corso del controesame, il legale di Carminati ha accusato il capitano di non rispondere alle domande. Si è accesa, di conseguenza, una discussione dai toni abbastanza forti tra i pm e l’avvocato Naso. I pubblici ministeri hanno insistito affinché il tribunale prendesse le difese del testimone. Per il giudice Ianniello non c’è stato altro da fare che sospendere la seduta.

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