Raffaele Cutolo: l’epopea del professore di Ottaviano

Raffaele Cutolo: le idee e gli esordi criminali di uno dei boss più potenti della storia della camorra

Raffaele Cutolo è stato l’uomo che ha impresso sicuramente una grossa svolta nella camorra degli anni ’70 del 900. In un periodo dove vigeva un forte patto tra le cosche napoletane e quelle siciliani, Cutolo intervenne per far saltare quello che sembrava un patto molto forte e per dare alla camorra quel volto che, in parte, si era costruito nell’Ottocento.

Raffaele Cutolo nasce nel 1941 ad Ottaviano, paese alle falde del Vesuvio. Suo padre, pur non essendo un delinquente, era un uomo molto rispettato. Da quando nel 1963 entra per la prima volta in carcere Cutolo vivrà quasi sempre in prigione ed assaporerà la libertà solamente per alcuni anni. A 22 anni viene arrestato per l’omicidio di Michele Viscito, gli spara nel centro di Ottaviano per questioni legate all’onore. In una Napoli dove l’alfabetizzazione non aveva raggiunto ancora livelli accettabili, Cutolo all’interno del carcere di Poggioreale si dimostra tra i pochi uomini in grado di saper leggere e scrivere. E’ proprio per questo motivo che i compagni di cella lo chiamano ‘Il professore’, in dialetto napoletano “‘o professore”.

Cutolo ha studiato la storia della Bella Società Riformata, l’organizzazione criminale napoletana del diciannovesimo secolo che diede per la prima volta alla camorra una struttura di tipo gerarchica ed unitaria, con un capo al di sopra di tutto e tutti. Cutolo è affascinato dalla storia della Bella Società Riformata e da alcuni dei capi che ne segnarono la storia e cerca di riproporre, dopo circa un secolo, la stessa organizzazione in un’epoca caratterizzata dall’assenza di un capo che decide per tutti e dalla presenza di tante famiglie che, insieme alla mafia, si dividono il business delle sigarette di contrabbando. E’ da qui che Raffaele Cutolo prende spunto per creare una nuova organizzazione criminale che lui stesso deciderà di chiamare Nuova Camorra Organizzata.

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