Relazione Dia, secondo semestre 2015: la situazione in Sicilia

Relazione Dia, riferita al secondo semestre 2015: mafie sempre più votate all’internazionalizzazione

La presenza delle mafie in Italia è ancora forte ma, rispetto al passato, cambia il modo di agire delle organizzazioni criminali. La relazione Dia (Direzione Investigativa Antimafia), che si riferisce al secondo semestre del 2015, conferma la presenza di moltissimi clan attivi in tutta la penisola. Andiamo a vedere cosa è emerso dalla relazione.

Cosa accade all’interno di Cosa Nostra?

L’analisi parte da Cosa Nostra. La Dia afferma che nella mafia siciliana vige una situazione di incertezza. Manca una vera e propria cupola, la scarcerazione di alcuni affiliati potrebbe mettere in discussione lo status quo. Non ci sono faide, grazie soprattutto all’intervento degli anziani, sempre abili nel dirimere le controversie nel porsi come garanti della pax mafiosa. Diverso il discorso che riguarda la provincia di Trapani. Parliamo dell’area facente capo al super latitante Matteo Messina Denaro. Nel trapanese, evidenzia la relazione Dia, non si evidenziano conflittualità e i vari affiliati sono sempre coesi attorno alla figura del super boss, latitante ormai dal 1993.

Cosa Nostra fuori dalla Sicilia

Lontano dalla Sicilia, Cosa Nostra fonda il proprio potere non tanto sul controllo del territorio, quanto piuttosto sulla capacità di infiltrarsi nel tessuto imprenditoriale. Le principali attività illecite, in tal senso, riguardano il riciclaggio di denaro e l’intestazione fittizia di beni. Spesso, si arriva alla creazione di imprese straniere. Il traffico di stupefacenti conserva un ruolo importante sotto questo aspetto. Cosa Nostra tende, però, ad operare in sinergia con altre organizzazioni criminali, in particolare camorra e ndrangheta.

Non solo questo. La Dia ritiene che la mafia siciliana possa consolidare la sua sfera d’influenza negli appalti, nell’accesso ai finanziamenti stanziati dall’Unione Europea e nella realizzazione di vere e proprie joint venture di tipo criminale, con l’obiettivo di controllare la filiera agroalimentare. Diversi i mandamenti e le famiglie attive nelle varie province della Sicilia. Risulta la presenza di esponenti della mafia anche in altre regioni d’Italia. Cosa Nostra è presente in Piemonte, Valle D’Aosta, Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. La mafia siciliana, infine, ha radici solide anche in altri paesi d’Europa, nello specifico Germania, Spagna, Svizzera, San Marino, Stati Uniti d’America e Canada.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *