Riti di affiliazione mafiosa: come si entra nella mafia

Tra i riti di affiliazione mafiosa più comuni troviamo la punciuta. Così un nuovo individuo diventa mafioso

I riti di affiliazione mafiosa esistono da quando esiste la mafia siciliana. Fu sempre negli anni successivi all’unità d’Italia che si scoprì che la mafia altro non era che un’associazione segreta i cui affiliati erano legati tra di loro da un giuramento. La cosa interessante di tutto ciò è che i riti di affiliazione mafiosa delle cosche di fine Ottocento sono sostanzialmente gli stessi di quelli di oggi. Insomma, la mafia ha saputo tramandare nel tempo rituali e simbologie, dal clan di Antonino Giammona fino a quello di Totò Riina e degli altri clan siciliani degli ultimi quarant’anni.

Intorno al 1875, il questore di Palermo, grazie alle confidenze di uomini di Stato vicini alla mafia, ebbe la possibilità di scrivere un rapporto relativo ai rituali di affiliazione mafiosa. Il rituale è quello della cosiddetta “punciuta“. Colui che aspira a diventare mafioso, nel gergo della mafia siciliana un uomo d’onore, veniva portato dinnanzi ad un gruppo di capi e di altre persone facenti parte dell’organizzazione. il rito consisteva nel pungere un braccio o una mano dell’uomo intenzionato ad entrare nella mafia. Il sangue derivante dalla ferita sarebbe, poi, dovuto essere spalmato su un’immagine sacra. Il momento successivo è quello della pronuncia del giuramento. I riti di affiliazione mafiosa si chiudono con un gesto forte dal punto di vista simbolico: l’immagine sacra viene bruciata e le ceneri vengono disperse nell’aria. In poche parole, la mafia vuole sottolineare che sarà questa la fine che farà chi tradirà l’organizzazione.

Negli anni sono cambiate le frasi e le parole contenute nel giuramento ma i riti di affiliazione mafiosa non sono mutati. Questi rituali probabilmente derivano dalle società segrete, in particolare dalla massoneria. Creare un rito del genere era qualcosa di importante. Significava dare agli affiliati delle regole, cercando di far capire loro che il tradimento non era accettato e che sarebbe stato punito molto severamente.

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