Robinù: i baby boss di camorra al Festival del cinema di Venezia

Robinù: Michele Santoro porta al Festival del cinema di Venezia un film sui baby boss di camorra

Robinù è il film di Michele Santoro presentato al Festival del cinema di Venezia. Il film sembra aver fatto colpo anche sulla critica. La pellicola racconta le storie di alcuni esponenti della paranza dei bambini. Parliamo di un’organizzazione criminale composta esclusivamente da giovani. Ragazzini nati e cresciuti nel centro storico di Napoli, realtà difficile in cui i clan la fanno da padrone.

Nel film ci sono i volti veri dei giovani boss della camorra. Nella maggior parte dei casi sono ragazzini che non hanno ancora raggiunto lo status della maggiore età. Eppure hanno già fatto esperienze di vita terribili. Hanno visto morire davanti ai loro occhi tanti altri giovani come loro, addirittura hanno già ucciso.

Storie di ragazzini che hanno avuto poche o nessuna esperienza scolastica. Sui loro capi pendono condanne gravissime. Hanno a cuore solamente soldi e potere. Sono disposti a tutto pur di ottenere ciò che desiderano. Nel mezzo, la piaga sociale della droga unita al piacere che questi ragazzini provano nell’imbracciare un’arma

Nel documentario di Santoro verranno presentate le storie dei baby boss di camorra, molti dei quali in carcere. Viene dato spazio anche ai familiari di questi ragazzini dal destino che prevede poche alternative: la galera e la morte le principali.

Speriamo che il racconto di queste storie possa servire da monito per le istituzioni affinché ognuno faccia la propria parte. In ballo c’è il futuro di intere generazioni.

Ricordiamo che a dicembre uscirà anche il nuovo romanzo di Roberto Saviano, dedicato proprio alla paranza dei bambini. Un’altra possibilità, dunque, per conoscere meglio questa tematica.

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