Sparatoria a Ponticelli: due vittime, ucciso capo dei Barbutos

Sparatoria a Ponticelli: due persone hanno perso la vita nel corso di un agguato, si tratta del capo dei Barbutos Raffaele Cepparulo e del giovane Ciro Colonna, incensurato

Sparatoria a Ponticelli, periferia orientale di Napoli. A perdere la vita due persone: Raffaele Cepparulo e Ciro Colonna. Il primo è un nome abbastanza conosciuto alle forze dell’ordine, se si considera che era a capo di un gruppo criminale dal look particolare: barba folta e tantissimi tatuaggi lungo il corpo. Il secondo è un incensurato e, dunque, solo le indagini mostreranno se il giovane fosse un reale obiettivo del raid oppure se il suo nome si andrà ad aggiungere al già grandissimo elenco delle vittime innocenti delle mafie. Staremo a vedere.

Quel che è certo è che i killer si sono avvicinati a piedi alle vittime prima di aprire il fuoco. Cepparulo è morto sul colpo, mentre Colonna è spirato poco dopo l’arrivo presso l’ospedale Villa Betania. Troppo gravi le ferite riportate dal giovane.

Bisognerà fare chiarezza anche sulla morte di Raffaele Cepparulo. Fino a qualche tempo fa il giovane, fedelissimo dei clan Spina, Esposito e Genidoni, viveva nel quartiere della Sanità, nel centro storico di Napoli. Dopo la cacciata dal rione in cui nacque Totò il giovane fu costretto a scappare via, trovando rifugia nella zona est di Napoli. C’è chi dice fosse nel mirino del clan Sibillo, dopo il tentativo, fallito, di uccidere lo scorso anno il baby boss Lino Sibillo, ora in carcere. C’è chi, invece, ritiene che dietro l’ennesimo omicidio avvenuto nel capoluogo campano ci sia il clan Vastarella.

Del resto, nell’ultimo periodo le tensioni tra il clan Vastarella e il clan Esposito-Genidoni erano cresciute non di poco nell’ultimo anno. Prima la morte del boss Pietro Esposito, poi la risposta degli Esposito-Genidoni con l’agguato dello scorso aprile in cui morirono due persone del clan Vastarella, infine il duplice agguato di Marano, in cui morirono all’interno di una officina il fratello e il padre di uno dei responsabili dell’agguato in cui persero la vita Giuseppe Vastarella e Salvatore Vigna.

La sparatoria a Ponticelli e l’omicidio di Cepparulo, il cui legame indissolubile con Antonio Genidoni è confermato dal tatuaggio sul petto in cui compare proprio il nome del figliastro di Pietro Esposito, potrebbero, dunque, rappresentare un nuovo segnale di forza lanciato dal clan Vastarella. La guerra di camorra incombe e lo Stato sembra non abbia né i mezzi, né la volontà per fermare la sete di vendetta dei cartelli criminali partenopei.

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