Terremoto in Campania: il ruolo della camorra

Terremoto in Campania del 1980: la camorra fiuta gli affari della ricostruzione

La guerra tra la NCO e la NF non si fermò nemmeno quando la Campania fu devastata da una violenta scossa di terremoto. La notte del 23 novembre del 1980, infatti, un forte sisma di magnitudo 6,9 della scala Richter distrusse parte dell’Irpinia e della Campania. Il sisma rese ancora più difficili le condizioni di vita del popolo campano, da sempre fatiscente dal punto di economico e non solo.

Raffaele Cutolo capì ben presto che il terremoto in Campania poteva essere una grande occasione per far compiere alla camorra un grande salto di qualità e per farla entrare, con ogni mezzo, nei grandi affari della ricostruzione.

Il 23 novembre del 1980 Cutolo è nel carcere di Poggioreale. Quando si rende conto dell’arrivo del terremoto capisce che un’occasione del genere non può non essere sfruttata e, così, nel caos generale della struttura carceraria, esponenti di clan opposti si incontrano e si scontrano. Cutolo mette a segno una rivolta ai danni delle famiglie rivali. Al termine di quella sanguinosa notte tre persone rimarranno uccise. Si tratta di Michele Casillo, Antonio Palmieri e Giuseppe Clemente. Otto, invece, i feriti, tra cui anche il medico del carcere.

Nei giorni successivi al terremoto in Campania il Governo è chiamato a farsi trovare pronto e ad organizzarsi per gli aiuti ai terremotati e per i lavori di ricostruzione delle zone maggiormente colpite dal disastro. La camorra non vuole perdere questo affare ma Cutolo sa bene che per entrare nei lavori della ricostruzione c’è bisogno dell’aiuto del mondo della politica e dell’imprenditoria. Il boss di Ottaviano cerca, così, di stringere accordi con persone influenti ed importanti e, tramite anche ricatti, minacce ed estorsioni, mira ad entrare nel sistema dei subappalti.

Il progetto di Cutolo prevede un’espansione non soltanto nei territori napoletani ma anche nelle altre province della Campania. Del resto, sebbene il terremoto avesse distrutto soprattutto l’Irpinia, i miliardi per la ricostruzione verranno assegnati, con metodi tutt’altro che indiscutibili, anche ad altre province campane. Comincerà, così, una grossa speculazione che scatenerà poi l’ira delle Brigate Rosse e farà scattare, molti anni più tardi, indagini ed inchieste giudiziarie.

A Pagani, comune della provincia di Salerno, c’è un sindaco che non sembra avere alcuna intenzione di piegarsi al ricatto della camorra nei lavori di ricostruzione del terremoto in Campania. Questo sindaco coraggioso si chiama Marcello Torre, Cutolo lo fa uccidere pochi giorno dopo il sisma, l’11 novembre del 1980. E’ il segnale che chi non scende a patti con il boss rischia la vita. Ben presto, però, ci sarà da fare i conti con un caso molto scottante: il sequestro dell’assessore Ciro Cirillo.

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