Umberto Ammaturo: la droga, Pupetta Maresca e il pentimento

Umberto Ammaturo: una vita tra droga, amori e delitti misteriosi. Dopo l’ultimo arresto è arrivato il pentimento

Umberto Ammaturo oggi non esercita alcun peso nelle gerarchie criminali della camorra. E’ stato un membro della Nuova Famiglia, il clan formato dalle cosche unite dal desiderio di distruggere Cutolo. E’ stato tra i più grandi narcotrafficanti dell’epoca. Come molti altri boss campani e non solo, ha viaggiato molto, soprattutto in Sud America. Cercheremo, ora, di ricostruire la sua storia. Una vita fatta di omicidi, love story e un pentimento inaspettato, giunto dopo il suo ultimo arresto.

Il carcere minorile

Ammaturo nasce a Napoli nel 1941. Suo padre ha un negozio di vini a Fuorigrotta ed è lì che, inizialmente, il piccolo Umberto lavora. Per lui, però, le porte della prigione si aprono molto presto. Ha, infatti, soltanto 14 anni quando finisce nel carcere minorile per alcuni furti. Torna in libertà dopo essere diventato maggiorenne. Il carcere non gli è servito a molto. Ammaturo vuole continuare a fare il delinquente. Almeno in una prima fase, il futuro boss non aderisce ad alcuna organizzazione criminale. Preferisce fare tutto da solo.

La love story con Pupetta Maresca

Umberto Ammaturo intrattiene una relazione amorosa con Pupetta Maresca, la cosiddetta signora della camorra. Era finita sulle cronache di tutti i giornali per aver ucciso l’assassino di suo marito Pasquale Simonetti. Inizialmente, la love story si rivela soddisfacente per entrambi ma c’è un problema. Il figlio di Pupetta, Pasqualino, nato dalla sua precedente storia d’amore, non vede di buon occhio l’uomo che vorrebbe prendere il posto del defunto padre.

La morte del figlio di Pupetta

Nel 1974 Pasqualino scompare. E’ un ragazzino piuttosto irrequieto il figlio di Assunta Maresca. Si diverte a fare il guappo ma non si rende conto che si sta spingendo sin troppo avanti. Negli ambienti criminali ci si convince che Pasqualino sia stato ammazzato. Il suo cadavere non verrà mai ritrovato. Del delitto verrà accusato lo stesso Umberto Ammaturo. Il movente sarebbero state le frizioni tra i due. In realtà, i processi dimostreranno che il futuro pentito non era coinvolto nell’omicidio del ragazzo.

Contrabbando e droga: gli affari degli anni settanta

Se guardiamo agli affari, Ammaturo comincia a fare molti soldi soprattutto con il contrabbando di sigarette. Riesce a coltivare amicizie con diversi contrabbandieri, tra cui Spavone e Zaza. Intuisce, però, che il vero business è la droga. Così stringe alleanze con alcuni produttori di cocaina del Perù ed investe soldi in queste operazioni. Nel 1974 viene, però, nuovamente arrestato.

Finta pazzia

Umberto Ammaturo segue, su indicazione di un altro boss, la moda dell’epoca. Si mette in contatto con dei consulenti in grado di falsare perizie. L’obiettivo è di fingersi pazzo per ottenere il ricovero presso ospedali psichiatrici in cui il regime di detenzione è sicuramente meno duro. Grazie alle perizie di Aldo Semerari e Antonio Mottola, Ammaturo riesce a farsi ricoverare ad Aversa prima e a Napoli poi. Grazie all’aiuto di Raffaele Ferrara riesce, però, a scappare dalla struttura nel 1976.

Nel 1977 viene nuovamente arrestato. A causa delle false perizie viene nuovamente ricoverato in una struttura psichiatrica. Stavolta, viene inviato a Montelupo Fiorentino. Riesce, però, a scappare  da lì. Evaderà, poi, anche dall’ospedale Madia di Barcellona Pozzo di Gotto. Nel frattempo, a Napoli è scoppiata una guerra di camorra tra la Nuova Famiglia e la Nuova Camorra Organizzata. Ammaturo è un membro della NF, grazie agli ottimi rapporti stretti con i membri di questo clan.

1982: l’arresto

Umberto Ammaturo, all’inizio degli anni ottanta, è un affermato narcotrafficante. Trascorre alcuni periodi in Sudamerica, nello specifico in Perù. Da lì gestire il traffico di droga è più semplice e più redditizio. Gran parte della droga che dal Perù arriva nelle piazze italiane è la sua. Nel 1982 per Ammaturo si aprono di nuovo le porte del carcere. E’ in compagnia di Pupetta Maresca quando i carabinieri lo beccano in un appartamento a Napoli.

Il soggiorno obbligato: un errore madornale dei giudici

Il boss prova di nuovo a fingersi pazzo ma ormai nessuno più crede a tutto ciò. Nel 1987 deve affrontare il processo per traffico internazionale di droga. Il boss viene condannato ma ottiene il soggiorno obbligato in una località in provincia di Cuneo. Secondo i giudici, Ammaturo avrebbe dimostrato segnali positivi nei confronti dello Stato. In realtà, il boss non ha alcuna intenzione di abbandonare il crimine e scappa nuovamente.

L’ultima fuga e i primi segnali di cambiamento

Stavolta, il boss se ne va in Senegal prima, in Brasile poi. Dall’Italia continuano ad arrivare condanne in diversi procedimenti penali. Nel 1990 viene arrestato in Brasile. Il boss sa che presto verrà estradato e che, quindi, è necessario agire in fretta. Riesce a corrompere le guardie del carcere ed evade ancora una volta. La sua nuova destinazione è il Perù. Ammaturo, però, stavolta davvero sembra voler chiudere con il crimine. Ha, ormai, accumulato davvero molti soldi che preferisce utilizzare per attività lecite.

L’arresto del 1993 in Perù

Il passato, però, non si può dimenticare e la Nuova Famiglia è sempre più in difficoltà. Il pentimento di Pasquale Galasso ha scatenato un effetto domino. Ormai, è questione di tempo anche per Ammaturo che in Perù si è rifatto una vita. Infatti, si lega sentimentalmente ad una dottoressa di Lima e dalla loro relazione nasce un figlio. Nel 1993, però, Umberto Ammaturo viene arrestato. La sua nuova compagna non sa nulla del passato del suo uomo. Scopre tutto proprio il giorno dell’arresto. A nulla è valso il cambio d’identità del boss, in Perù conosciuto col nome di Jose Daniel Venturini.

L’estradizione ed il pentimento

Ammaturo viene estradato in tempi brevi. L’ex narcotrafficante ha, però, cambiato vita e si dimostra pronto ad aiutare lo Stato. Dopo l’arresto, dunque, il boss decide di diventare un collaboratore di giustizia. La Nuova Famiglia sa che Ammaturo è a conoscenza di tanti segreti scottanti. Nemmeno l’omicidio di Antonio Ammaturo, fratello di Umberto, lo convince a tornare sui suoi passi. I suoi figli e la sua compagna peruviana si rivelano decisivi nella sua scelta di continuare a collaborare.

Il caso Semerari: il mistero resta

Umberto Ammaturo riempie tante pagine di verbali. Si accusa di diversi delitti e conferma la sua responsabilità anche sull’omicidio di Aldo Semerari. Dice di essere stato il mandante del delitto del criminologo la cui colpa sarebbe stata quella di aver fatto perizie anche a Cutolo. Ancora oggi, però, sono tanti i misteri che avvolgono il caso Semerari. Le parole di Ammaturo non hanno convinto i giudici e gli uomini che egli aveva indicato quali responsabili del delitto verranno assolti.

La nuova vita di Umberto Ammaturo

Ammaturo, comunque, pare aver chiuso definitivamente con le attività criminali. Vive in una località protetta, ha una nuova identità e anche un nuovo lavoro. Una seconda chance che, dunque, l’ex boss non vuole sprecare.

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