Vincenzo Casillo: ‘o nirone, il camorrista misterioso

Vincenzo Casillo: un camorrista misterioso ed una morte strana, avvolta ancora da tanti dubbi ed incertezze

Vincenzo Casillo è stato un boss che nella tomba ha portato con sé tanti misteri, anche quelli relativi alla sua morte. Parliamo del numero due della Nuova Camorra Organizzata. Veniva, spesso, definito il “Cutolo fuori dal carcere”. Ciò per via del fatto che don Raffaele ha trascorso gran parte della sua vita in galera. Di conseguenza, aveva bisogno di uomini che, al di fuori delle mura di una prigione, seguissero le sue direttive. Vincenzo Casillo era uno di questi.

Il boss e i suoi misteri

Abbiamo, però, definito Casillo un camorrista misterioso. Lo abbiamo fatto per alcuni motivi. ‘O nirone (questo il soprannome di Casillo) è stato coinvolto in vicende della cronaca italiana sulle quali ancora oggi aleggiano dubbi e perplessità. Ci riferiamo, in particolar modo, al sequestro e alla liberazione di Ciro Cirillo. Il nome di Casillo è stato, però, più volte accostato anche alla morte di Roberto Calvi.

Il ruolo di Casillo nella vicenda Cirillo

Partiamo dal caso Cirillo. Nei giorni del sequestro dell’ex assessore della Regione Campania Vincenzo Casillo ha girato le galere da nord a sud. E’ andato a visitare Cutolo ma non solo. Ha accompagnato anche politici ed esponenti dei Servizi Segreti presso il carcere di Ascoli Piceno. Inoltre, si è recato lui stesso a trattare con i brigatisti per capire se c’erano margini per ottenere la liberazione di Cirillo.

Quel tesserino dei Servizi Segreti

Insomma, Vincenzo Casillo era uno che in certi ambienti sapeva muoversi. Si era costruito una rete di contatti davvero impressionante. Del resto, fa scalpore che un latitante come lui abbia potuto così liberamente girovagare per diverse carceri. Lo ha potuto fare perché i Servizi Segreti gli avevano rilasciato un tesserino da poter utilizzare come pass.

Casillo il killer di Calvi?

Per quanto concerne il caso Calvi, invece, bisogna considerare che il presidente del Banco Ambrosiano è stato ritrovato morto a Londra nel 1982. La polizia londinese parlò di suicidio. Questa ipotesi non ha mai convinto gli investigatori italiani. Inoltre, alcuni collaboratori di giustizia avrebbero fatto i nomi di coloro che avrebbero partecipato all’omicidio di Calvi. Tra questi ci sarebbe stato anche Vincenzo Casillo.

L’omicidio di Vincenzo Casillo

Casillo muore a Roma il 29 gennaio del 1983. Le modalità con le quali avviene l’omicidio lasciano molti dubbi. Il numero due della Nco viene ucciso con una bomba che devasta l’auto all’interno della quale viaggiava. In auto con lui anche Mario Cuomo, killer cutoliano. Quest’ultimo riporta gravissime ferite ma riesce a salvarsi.

L’ipotesi Cutolo

Inizialmente, si pensa che sia stato Cutolo ad ordinare l’omicidio di Casillo. Lo avrebbe fatto perché ‘o nirone non si sarebbe impegnato per aiutare il boss ad ottenere condizioni carcerarie migliori. Infatti, al momento della morte di Casillo, Cutolo si trovava nel carcere duro dell’Asinara già da alcuni mesi.

L’ipotesi Servizi Segreti

Non viene nemmeno scartata l’ipotesi dell’omicidio compiuto dai Servizi Segreti. Casillo sarebbe stato a conoscenza di verità troppo scomode e sarebbe stato meglio mettere a tacere per sempre il boss della Nuova Camorra Organizzata.

L’ipotesi Nuova Famiglia

La pista più accreditata, però, confermata anche da collaboratori di giustizia di primo calibro come Alfieri e Galasso, è quella che porta alla Nuova Famiglia. Sarebbe stato il clan che si opponeva a Cutolo ad ammazzare ‘o nirone. La Nuova Famiglia lo avrebbe eliminato per dare il definitivo colpo di grazia ad un’organizzazione che ormai cominciava a scricchiolare.

I dubbi, però, restano. La sensazione è che, comunque, fossero in tanti a volere la morte di Vincenzo Casillo, il boss misterioso.

 

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