Vittorio Pisani: il poliziotto buono e le false accuse del pentito Lo Russo

Vittorio Pisani: quando la meritocrazia e la professionalità hanno la meglio su tutto. False le accuse del pentito Salvatore Lo Russo. Calunniò l’attuale questore di Napoli per vendetta

Vittorio Pisani non ha mai favorito la camorra. Sono tutte cadute le accuse di Salvatore Lo Russo, prima boss dell’omonimo clan e poi collaboratore di giustizia. Lo Russo dichiarò che l’ex capo della Squadra Mobile di Napoli aveva accettato la somma di 150 mila euro per proteggere il suo clan ed evitare che venisse coinvolto in inchieste ed operazioni di Polizia.

In realtà, si è trattato solo e soltanto di una montatura. Lo Russo, pentito ritenuto attendibile, ha clamorosamente mentito su Vittorio Pisani e pare lo abbia fatto per vendetta, cioè a causa del fatto che il poliziotto, nel novembre del 2010, fu il protagonista di un’operazione che portò agli arresti di 54 persone appartenenti al clan in passato capitanato dallo stesso Lo Russo.

Il tribunale di Benevento ha condannato Salvatore Lo Russo a due anni e tre mesi di reclusione per calunnia. Il boss dovrà risarcire Pisani per il danno che gli ha creato anche sotto l’aspetto morale e materiale. Nella sentenza si legge che Lo Russo avrebbe messo in piedi questa falsa accusa con l’obiettivo di apparire, agli occhi del mondo della camorra del quale ha fatto parte prima che decidesse di passare dalla parte dello Stato, non un traditore ma un uomo interessato solamente ad ottenere protezioni illecite.

Stavolta, dunque, ha vinto la giustizia e anche la meritocrazia, se si considera che Vittorio Pisani è stato, nei mesi scorsi, nominato Questore di Napoli. La vicenda pone nuovamente in primo piano la questione dei pentiti e conferma l’importanza di indagare fino in fondo sulle parole dei collaboratori di giustizia, cercando sempre di trovare riscontri. Nella sentenza a Pisani viene riconosciuto di essere un fedele servitore dello Stato e di aver lavorato con determinazione per fermare il clan Lo Russo.

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